L’artista che plasmava il vetro: la vita di Laura de Santillana

Possiamo definirla un ibrido fra una designer e un’artista, grazie alla sua arte è stata un punto di riferimento per tutti i giovani artisti con la passione per la lavorazione del vetro, le sue opere suscitavano emozioni e curiosità. Da un materiale cosi fragile e delicato riusciva a creare dei veri e propri capolavori.

Il direttore Artistico, gli Artisti, lo Staff e tutti gli Amici di Cramum annunciano la notizia della scomparsa, pochi giorni fa, di Laura de Santillana, artista veneziana da sempre legata all’arte e alla lavorazione del vetro.

La Vita di Laura: Nasce nel 1955 a Venezia e, dopo aver terminato le scuole superiori, si trasferisce a New York dove frequenta la School of visual arts. Dopo questa esperienza lavora come grafica presso la Vignelli associati, per poi ritornare in Italia e dedicarsi all’azienda di famiglia, la Venini, fondata dal nonno nel 1921.

È proprio in questo periodo che entra in contatti con numerosi artisti italiani e stranieri e riesce a farsi notare per la creazione dei famosi piatti in vetro mosaico creati con le tecniche di Murano e rifiniti con colori inusuali.

Nella sua vita lavorativa un ruolo molto importante lo svolge il fratello Alessandro Diaz con il quale ha esibito le proprie realizzazioni nelle stanze del vetro di Venezia, al MAK di Vienna e nel 2015 allo Yorkshire Sculpture Park.

Dopo l’esperienza a Murano fa ritorno negli USA, prima a New York e poi all’Urban Glass di Seattle per continuare a formarsi, unendo le tradizionali tecniche di lavorazione veneziane con sperimentazioni innovative.

Oggi Laura de Santillana rappresenta una delle artiste italiane più famose nel panorama internazionale, i suoi lavori hanno ottenuto molti premi e riconoscimenti e sono presenti nei più importanti musei del mondo: tra questi ricordiamo il Museo Vetrario di Murano, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Arts di New York, il Seattle Art Museum, il Museu de Arte de São Paulo e il Musée des arts décoratifs di Parigi.

Laura era molto soddisfatta delle sue opere ed era una grande amante delle mostre, dal momento che queste esprimevano la maturità del suo percorso artistico.

Come spesso ripeteva: “per capire chi siamo, dobbiamo cominciare a ricercare l’essenza nell’assenza”.